AleaSoft Energy Forecasting, 25 agosto 2026. Il rimbalzo del gas TTF e il suo impatto sui prezzi dei mercati elettrici riportano l’attenzione sulle strategie di acquisto dei grandi consumatori. In un contesto di elevata volatilità, decidere quando e quanto coprirsi richiede di analizzare non solo i prezzi di mercato, ma anche i rischi e le prospettive della loro evoluzione. Le previsioni a medio termine aiutano a sostenere queste decisioni e a gestire meglio l’esposizione al prezzo dell’elettricità.
Il forte rimbalzo del prezzo del gas TTF nelle ultime settimane ha messo nuovamente in evidenza una realtà che può passare inosservata quando i mercati attraversano periodi di relativa stabilità: per i grandi consumatori di elettricità, non prendere una decisione di copertura è anch’essa una decisione.
Il gas europeo è tornato a livelli che non si vedevano dal 2023, spinto da una combinazione di riserve di gas europee relativamente basse, maggiore concorrenza internazionale per il GNL e un crescente premio per il rischio geopolitico. I futures del gas TTF europeo per il Front‑Month sul mercato ICE hanno superato i 68 €/MWh, raggiungendo 68,31 €/MWh il 24 agosto. La conseguenza non si limita al mercato del gas. In Europa, il gas continua a essere un riferimento chiave per la formazione dei prezzi dell’elettricità, e i suoi movimenti finiscono per trasferirsi, con intensità variabile a seconda del mercato, all’intera curva dei futures dell’elettricità.
Fonte: Futures del gas TTF per il Front‑Month sul mercato ICE disponibili nell'Alea Energy DataBase.In Spagna, questo effetto è stato chiaramente visibile nelle ultime settimane. I futures dell’elettricità per il quarto trimestre del 2026 hanno raggiunto, il 24 agosto, 121,77 €/MWh sul mercato OMIP, segnando un massimo per questo contratto. A fine maggio si negoziava intorno a 91,20 €/MWh, il che mostra l’entità, e soprattutto la velocità, del movimento registrato in pochi mesi.
Fonte: Futures dell'elettricità in Spagna per il Q4‑2026 sul mercato OMIP disponibili nell'Alea Energy DataBasePer un consumatore elettrointensivo, una variazione di 20, 30 o 40 €/MWh non è un dettaglio finanziario. Può bastare a cambiare budget, margini industriali e persino decisioni di produzione. Un consumatore da 100 GWh all’anno, ad esempio, si trova di fronte a una differenza di 3 milioni di euro per ogni 30 €/MWh di variazione del suo prezzo medio di acquisto.
Il problema non è indovinare il minimo
Questi episodi sollevano di solito una domanda ricorrente: si sarebbe dovuto iniziare a coprirsi prima? Posta in questi termini, la domanda è fuorviante. Una buona politica di copertura non consiste nel centrare il minimo del mercato, qualcosa che si può conoscere solo a posteriori.
La domanda giusta è un’altra: quale livello di rischio può assumersi l’azienda e quale strategia di acquisto è coerente con i suoi margini, il suo budget e le sue aspettative sul mercato? Coprire tutta la domanda troppo presto può comportare un costo opportunità se i prezzi scendono in seguito, ma anche aspettare indefinitamente ha un costo. Una volta che il mercato inizia a percepire chiaramente un rischio, gran parte di quel rischio è di solito già incorporata nei prezzi.
Aspettare che un rischio diventi evidente significa di solito coprirsi quando è già incorporato nei prezzi.
È proprio questo uno dei motivi per cui le strategie di copertura tendono a funzionare meglio quando vengono costruite progressivamente, su diversi orizzonti e livelli di prezzo, anziché cercare di azzeccare un’unica decisione di acquisto.
I futures sono un segnale, non una previsione perfetta
Esiste anche una confusione frequente tra la curva dei futures e una previsione di prezzo. I futures riflettono l’equilibrio del mercato in ogni momento, le informazioni disponibili, le posizioni di compratori e venditori, le esigenze di copertura, la liquidità e i premi per il rischio esistenti. Sono un riferimento straordinariamente prezioso, ma non dovrebbero essere interpretati automaticamente come la migliore stima del prezzo che alla fine si materializzerà.
La curva può incorporare premi per il rischio significativi e può anche cambiare molto rapidamente quando emergono nuovi dati su gas, meteo, produzione rinnovabile, disponibilità del nucleare, interconnessioni, domanda o geopolitica. Ciò significa che basare una strategia di acquisto esclusivamente sull’osservazione dello schermo dei futures equivale a conoscere il prezzo che il mercato offre oggi, ma non necessariamente a capire se quel prezzo sia attraente o elevato rispetto ai fondamentali attesi per i prossimi mesi e anni.
La previsione come strumento di gestione del rischio
È qui che le previsioni a medio termine diventano particolarmente rilevanti per i grandi consumatori e le industrie elettrointensive.
Una previsione non elimina l’incertezza. Il suo scopo è proprio quantificarla e aiutare a prendere decisioni al suo interno. Disporre di scenari centrali e probabilistici permette di confrontare il prezzo di mercato con un’aspettativa fondata della sua evoluzione futura e di valutare, ad esempio, se abbia senso aumentare la percentuale di domanda coperta o mantenerne una parte indicizzata, se il prezzo offerto in un contratto a prezzo fisso includa un premio per il rischio ragionevole o come potrebbe evolvere il mercato in diversi scenari.
Permette inoltre di analizzare l’impatto di un nuovo aumento dei prezzi del gas o, al contrario, cosa potrebbe accadere se il premio per il rischio geopolitico diminuisse o scomparisse nei prossimi mesi.
Queste decisioni dovrebbero far parte di un processo continuo di gestione del rischio, non essere una reazione una tantum a un’impennata improvvisa del mercato.
Il gas ricorda ancora una volta dove si trova il rischio
L’attuale situazione del TTF ne è un buon esempio. L’Europa dispone oggi di un’infrastruttura del gas e del GNL molto più diversificata rispetto a prima della crisi energetica del 2022, ma questa maggiore diversificazione non ha eliminato la volatilità. Il sistema europeo resta esposto all’equilibrio globale del GNL, all’andamento della domanda asiatica, al livello delle riserve e agli eventi geopolitici capaci di cambiare la percezione della sicurezza dell’approvvigionamento in pochi giorni.
Finché il gas resterà la tecnologia marginale per un numero significativo di ore, questi fattori continueranno a trasferire volatilità al mercato elettrico. Per l’industria, la conclusione non dovrebbe essere che la copertura è sempre necessaria o che va sempre fatta il prima possibile, ma piuttosto che vale la pena analizzare il contesto di mercato, i rischi e le prospettive in ogni momento prima di decidere quale quota dei consumi coprire e su quale orizzonte.
La conclusione conta di più: la politica di acquisto dell’elettricità dovrebbe essere affrontata come una decisione strategica di gestione del rischio. In mercati volatili, acquistare energia senza una visione interna a medio termine lascia una quota significativa del margine aziendale esposta alle oscillazioni del mercato e a decisioni prese senza un riferimento fondato su ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi.
Una previsione non può dire esattamente dove sarà il prezzo tra sei mesi, ma aiuta a valutare scenari, misurare l’esposizione e prendere oggi una decisione più informata su quanto rischio assumersi e come gestirlo.
Fonte: AleaSoft Energy Forecasting.