AleaSoft Energy Forecasting, 28 luglio 2026. Negli ultimi anni lo sviluppo dell’idrogeno rinnovabile in Europa è stato misurato principalmente attraverso obiettivi, annunci di investimento e progetti in fase di pianificazione. Ora iniziano a comparire segnali che il settore dell’idrogeno verde sta entrando in una nuova fase, la costruzione di grandi impianti collegati a consumatori industriali specifici.
Dodici megaprogetti europei già in costruzione
Dodici dei principali progetti europei di idrogeno rinnovabile sono già in costruzione. Insieme raggiungono circa 3 GW di capacità di elettrolisi e mobilitano un investimento stimato in 13 miliardi €. I progetti sono distribuiti tra Svezia, Spagna, Germania, Paesi Bassi, Francia, Austria e Portogallo e si rivolgono a settori come la siderurgia, la raffinazione, l’industria chimica, l’ammoniaca, l’e‑metanolo e i carburanti sostenibili per l’aviazione.
Il passaggio dalla pianificazione alla costruzione segna un progresso importante. Tuttavia, costruire elettrolizzatori è solo l’inizio. La vera sfida sarà fare in modo che questi impianti producano idrogeno verde in modo competitivo, mantengano un adeguato livello di utilizzo e garantiscano acquirenti in grado di assumere impegni a lungo termine.
Progetti integrati in complessi industriali, non impianti isolati
I progetti con le maggiori possibilità di andare avanti sono proprio quelli non concepiti come impianti isolati. Tendono a essere integrati in complessi industriali, vicino a consumatori esistenti e collegati alla produzione di acciaio, carburanti, fertilizzanti o prodotti chimici.
Il progetto Stegra in Svezia combina un elettrolizzatore da 700 MW con generazione rinnovabile e un impianto siderurgico. In Spagna, la prima fase del progetto Moeve Onuba a Huelva disporrà di 300 MW di elettrolisi, mentre il Green Hydrogen Hub di Petronor prevede 100 MW destinati al tessuto industriale intorno a Bilbao. In altri mercati europei, i progetti sono collegati a raffinerie, reti di idrogeno e impianti di stoccaggio sotterraneo.
Questa integrazione riduce uno dei principali rischi dell’idrogeno rinnovabile, quello di costruire capacità di produzione senza una domanda sufficientemente definita. Un progetto deve sapere chi comprerà l’idrogeno, per quanto tempo, in quali quantità e a quali condizioni di prezzo.
La regolamentazione inizia a generare nuovi segnali di domanda
Anche la regolamentazione sta iniziando a creare nuovi segnali di domanda. In Spagna, il Regio Decreto 611/2026 stabilisce un nuovo quadro per promuovere la decarbonizzazione dei trasporti e l’uso di carburanti rinnovabili, compresi i carburanti rinnovabili di origine non biologica. La normativa introduce obiettivi e obblighi per il trasporto stradale, marittimo e ferroviario non‑elettrificato, insieme a meccanismi per incentivare l’elettrificazione e i nuovi carburanti.
Tuttavia, l’esistenza di obiettivi normativi o di sostegno pubblico non garantisce di per sé la sostenibilità economica dei progetti. I costi di produzione continueranno a dipendere in larga misura dal prezzo dell’elettricità, dal numero di ore di funzionamento, dall’efficienza dell’elettrolizzatore e dalla strategia di approvvigionamento dell’energia elettrica.
La flessibilità operativa, un fattore chiave di competitività
Un elettrolizzatore può sfruttare le ore con la maggiore produzione rinnovabile e i prezzi dei mercati elettrici più bassi, ma il suo funzionamento non può basarsi soltanto sul consumo di elettricità quando il prezzo è ai minimi. Deve inoltre rispettare i propri contratti di fornitura, ammortizzare l’investimento e coordinarsi con i processi industriali che dipendono dall’idrogeno.
Per questo motivo, la flessibilità operativa sarà uno dei principali fattori di competitività. Le previsioni dei prezzi dei mercati elettrici, della produzione rinnovabile e della domanda consentiranno di decidere quando produrre, quanto immagazzinare e come combinare i contratti a lungo termine con gli acquisti sul mercato.
Misurare il successo oltre i gigawatt installati
La costruzione di questi primi megaprogetti dimostra che l’idrogeno rinnovabile sta iniziando a lasciarsi alle spalle la fase puramente concettuale. La prossima tappa dovrà concentrarsi sul consolidamento della domanda, sulla riduzione dei costi, sullo sviluppo delle infrastrutture e sulla strutturazione di contratti che consentano di finanziare nuovi investimenti.
Il successo del settore non dovrebbe essere misurato solo dai gigawatt annunciati o installati. Deve essere valutato anche in base alle tonnellate di idrogeno prodotte e vendute, alle ore di funzionamento effettive, alla riduzione delle emissioni ottenuta e alla capacità di migliorare la competitività dell’industria europea.
Previsioni bancabili per ridurre il rischio d’investimento, il ruolo di AleaGreen
La costruzione di questi progetti mobilita miliardi di euro e dipende da contratti di fornitura di energia elettrica e da impegni di acquisto di idrogeno a lungo termine, il che rende la bancabilità delle previsioni un requisito per accedere ai finanziamenti. Banche, fondi d’investimento e sviluppatori hanno bisogno di scenari di previsione dei prezzi dei mercati elettrici, insieme a scenari di elettrolisi e di decarbonizzazione, che offrano la robustezza necessaria all’analisi del rischio degli istituti finanziari e che sostengano la struttura dei ricavi di ciascun impianto lungo tutta la sua vita operativa.
AleaGreen, la divisione di AleaSoft Energy Forecasting specializzata in previsioni a lungo termine, elabora previsioni bancabili dei prezzi dei mercati elettrici e scenari di transizione energetica che permettono a sviluppatori, banche e fondi di valutare la redditività e il rischio dei progetti di idrogeno rinnovabile, strutturare i contratti di fornitura di energia elettrica e sostenere il finanziamento di progetti di energie rinnovabili con criteri riconosciuti dagli istituti di finanziamento.
Fonte: AleaSoft Energy Forecasting

